Agira, mercato Contadino

Agira, la proposta del Mercato Contadino è semplice e dirompente: chi lavora la terra e produce cibo deve poter essere protagonista della filiera, in accordo con i consumatori. Esporre e vendere direttamente i propri prodotti è quindi il modo più semplice, che i contadini hanno, per incontrare i consumatori in modo diretto, aggirando le maglie della distribuzione e costruendo una rete di scambio alternativa.

Le politiche dei governi, dell’Unione Europea (PAC) e della FAO hanno dimostrato che la lotta alla fame e alla povertà non può essere condotta con il ricorso alle dinamiche globali del mercato alimentare né tantomeno con l’appoggio della grande distribuzione. Il risultato di queste politiche è stato infatti un continuo aumento della fame e della povertà, fenomeni di dumping sempre più diffusi, saccheggio delle risorse ambientali del pianeta e la scomparsa a ritmi devastanti della piccola agricoltura contadina, nel mondo come in Italia. Una perdita incolmabile in termini di diversità biologica, economie di sussistenza e sapienze e competenze millenarie.

In contrasto con queste logiche, il Mercato Contadino raccoglie l’esperienza dei movimenti contadini e delle reti solidali per ribadire l’esigenza di un’agricoltura costruita dal basso, nel rispetto della terra e della dignità di chi ci vive e lavora sopra. Un’agricoltura senza sfruttamento o veleni. Nasce anche con la necessità di creare un mercato senza mercanti, che abbia come base un rapporto vero e immediato tra produttori e consumatori. Un mercato non di nicchia che attraverso l’incontro permette forme di autocertificazione della qualità dei cibi e del modo in cui sono coltivati.

Sostituire la filiera con un unico passaggio tra chi produce e chi consuma vuol dire anche rivoluzionare il sistema della formazione dei prezzi. Si rifiutano da un lato i prezzi da fame pagati ai contadini dalla grande distribuzione e dall’altro si rifiutano i prezzi imposti con il marketing ai consumatori, da parte di quella stessa grande distribuzione. In alternativa si propone un prezzo condiviso, rispettoso del lavoro della produzione e adeguato alle tasche di tutti e tutte, senza profitti esterni.

Certamente questo può rappresentare una via di rilancio de nostro settore agricolo, per questo abbiamo firmato un accordo di programma per l’istituzione di un Mercato Contadino di Comprensorio
dando la nostra disponibilità ad ospitare anche espositori dei Paesi limitrofi.

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