Ad Agira notiamo antenne al castello, a S. Chiara, in zona Timpuna e nella periferica Frontè.
L’Amministrazione Sanfilippo ha tentato di regolamentare la dissennata e speculativa proliferazione di questi apparati di trasmissione effettuando un accurato studio (portato a termine da esperti del settore). Questi studi si basano su un concetto fondamentale ed universalmente riconosciuto:
“la potenza di emissione delle stazioni radio di celle di dimensione ridotta (celle suburbane) è di gran lunga inferiore rispetto alla potenza emessa da antenne che controllano territori molto estesi.”
In parole povere, a tutela della salute umana, è meglio avere tante antenne piccole (all’interno della città) piuttosto che averne poche ma grosse fuori dal centro abitato.
L’immagine sovrastante spiega intuitivamente tale concetto. Supponiamo che, ad esempio, un agirino voglia comunicare con un nissorino. Per poter fare arivare la sua voce a destinazione l’agirino ha due possibilità:
1- gridare a squarciagola in modo da farsi sentire. Il messaggio urlato dall’agirino arrecherà notevole disturbo ai suoi paesani e per di più non è detto che arrivi a destinazione!
2- fare una sorta di passaparola con dei suoi amici che sono disseminati lungo il percorso. In quest’ultimo caso gli basterà sussurrare il messaggio all’orecchio dell’amico a lui più prossimo. Nessuno dei suoi paesani sarà disturbato e tutto si svolgerà nel modo più semplice ed efficace.
L’analogia tra le onde sonore e quelle elettromagnetiche scaturisce dal fatto che esse si propagano nello stesso modo. Ecco perchè è più efficiente e meno dannoso utilizzare antenne a bassa potenza emissiva distribuite all’interno del centro urbano piuttosto che antenne molto grandi con potenza elevata.
Inoltre, per ridurre al minimo la sovrapposizione di segnali tra celle adiacenti, e quindi il rischio di interferenze, la potenza di trasmissione della stazione radio base, o piu’ semplicemente il livello di segnale da lei emesso, viene ridotto al minimo.
In un servizio televisivo di Azzurra TV, il direttore parla solo dell’antenna posta recentemente nel palazzo comunale di Piazza F. Fedele.
E le altre ……le altre non esistono?
L’antenna di Azzurra TV posta al castello che si innalza sempre di più come una grande pianta variopinta continuamente innaffiata, non emette radiazioni che pare siano più dannose?
E quella della stessa emittente posta in un terrazzo privato di via G. G. Sinopoli non esiste?
L’antenna della Wind e della Telecom poste in zona Frontè sono pura immaginazione?
Inoltre lo stesso direttore di Azzurratv ha ingenuamente, o forse volutamente, omesso di segnalare ai telespettatori che le potenze emesse dalle antenne televisive sono enormemente più alte di quelle relative alle antenne per sistemi di telefonia mobile.
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Apparato |
Potenza in Watt |
| Radar |
20.000 – 200.000 |
| Ripetitori Radio/TV |
4.000 – 8.000 |
| Telefonia GSM da 900 Mhz |
25 – 50 |
| Telefonia GSM da 1800 Mhz |
20 – 40 |
Come si evince dalla tabella sovrastante le antenne televisive emettono una potenza migliaia di volte più grande rispetto ad un’antenna di telefonia mobile.
Ma delle centinai di vite umane che abitano nei dintorni delle antenne televisive di Azzurratv, il direttore non sembra affatto preoccuparsi! Quanti bambini, quante donne, quanti anziani sopportano ormai da anni l’irradiazione derivante dalle antenne dell’emittente!
Perché allora parlare di una sola antenna: quella posta nel palazzo comunale?
Forse perché si vuole prendere ad esempio stante che garantisce una minore esposizione della popolazione alle onde elettromagnetiche?
O solo perché è l’unica antenna i cui proventi per la collocazione vanno a beneficio del Comune e quindi a tutti i cittadini e non ai privati?
Si possono prendere per buoni i pareri che i due hanno “disinteressatamente” elargito durante la trasmissione televisiva, data la coincidenza che uno è imprenditore del settore e l’altro un politico interessato a ricostruire la propria immagine, essendo stato più volte dichiarato decaduto, da giudici della repubblica italiana, per irregolarità elettorali ? Inoltre a pseudo intervista all’ex sindaco è stata rilasciata in assoluta assenza di contradditorio!
C’è poi da segnalare una totale mancanza di coerenza da parte del direttore Licciardo. Vogliamo ricordare, infatti, che lo stesso Licciardo, qualche anno fa, sosteneva, con martellanti trasmissioni televisive, che le antenne se collocate più vicine all’utenza, erano meno potenti e quindi anche il telefonino avrebbe emesso meno radiazioni;….. ma allora si trattava di collocare l’antenna della Wind in un terreno di proprietà privata, oggi invece afferma l’esatto contrario e allarma in maniera strumentale gli abitanti del quartiere S. Chiara.
L’ex Sindaco Giunta se non gradiva l’antenna nel palazzo comunale , in questo ultimo anno di disastro amministrativo, visto che ne aveva la maggioranza, poteva cambiare il regolamento e invitare la Vodafone a collocare l’antenna in altro sito, anche privato, non ci saremmo scandalizzati, ci ha abituato a tutto.
Noi crediamo che per avere certezze sulla materia vengano effettuate, da parte di istituzioni pubbliche (ARPA e AUSL) e non di soggetti in diverso modo interessati, in tutto il paese e per tutti i tipi di antenne, misurazioni delle onde elettromagnetiche presenti.
Richiediamo, inoltre, che una parte dei proventi dati al Comune vengano spesi per acquistare una centralina di monitoraggio per le onde suddette.
Se dalle misurazioni dovessero emergere situazioni di contrasto alle norme e di pericolo alla cittadinanza, saremo i primi a sostenere lo smantellamento delle antenne, e i titolari delle stesse emittenti, televisive o/e telefoniche dovranno impegnarsi a rimuoverle.
Un eventuale rifiuto di detta proposta costituirà ammissione di volgare strumentalizzazione politica operata attraverso un mezzo di informazione pubblica che si qualificherebbe non obiettivo interessato e di parte.
Inoltre, l’atteggiamento ostruzionistico condotto dall’Amministrazione Giunta nei confronti della Vodafone, ha visto soccombente il Comune (sentenza CGA), chi pagherà alla Vodafone il risarcimento richiesto che pare sia ingente?
Per dovere di informazione riportiamo quanto accaduto.
cronologia dei fatti:
- Nel 2005 si sono registrate proteste per l’installazione di una antenna Wind per telefonia mobile in zona Frontè ;
- Seguono assemblee cittadine presso l’aula consiliare tra cittadini e proprietari del terreno, scattano alcune denuncie;
- I vigili urbani, unitamente ad altre forze dell’ordine scoprono in zona Frontè alcune antenne per la telefonia mobile installate abusivamente non si sa da quando tempo e da chi; sono stati rintracciati i titolari del contatore ENEL;
- Il Sindaco Sanfilippo emette ordinanza di rimozione; scompare per circa una settimana il segnale Wind in tutto il paese?
- Dalla protesta popolare emerge la necessità di una regolamentazione della materia e per garantire livelli di qualità e bassa emissione,
- Viene stilato un atto di indirizzo, approvato dal Consiglio Comunale, per l’affidamento di incarico a tecnici qualificati;
- Si redige la proposta di piano per la telefonia, che si presenta al pubblico per eventuali ulteriori indicazioni da dare all’Amm/ne, dalla discussione non emerge nessun suggerimento;
- Il Piano viene approvato dal Consiglio Comunale e pubblicato per eventuali osservazioni;
- Il piano diventa operativo nel mese di marzo 2006;
- Il piano prevedeva che i livelli di campo previsionale relativi al sito in questione e a tutta la zona urbana dovevano essere inferiori a 2V/m , perciò moltissimo al di sotto dei limiti di legge e con alti livelli di qualità, per permanenze superiori alle quattro ore. Tali livelli comunque sono stati calcolati considerando tutte le antenne attive del territorio ed alla massima potenza, per cui nella realtà pratica gli stessi livelli di campo saranno sicuramente ancora più bassi di quelli ipotizzati, con un livello qualitativo di grande rilievo.
Perché è stato predisposto il piano?
- per garantire una uniforme e minore esposizione della popolazione (livello di qualità).
- Per rispetto della vigente normativa che stabilisce che i gestori di telefonia mobile devono coprire l’intero territorio e quindi la collocazione delle antenne non poteva essere evitata;
- Per evitare la libera allocazione che avrebbe visto collocare antenne ovunque;
- Per evitare la concentrazione di antenne nello stesso punto con livelli di emissione sicuramente più elevati e dannosi per i cittadini;
- per un vantaggio economico della collettività.



